La "Nota" vaticana richiama, tra gli altri, un documento emanato dalla stessa Congregazione per la dottrina della fede il 5 maggio 1980, col titolo "Dichiarazione sull’eutanasia". In esso si espone la "distinzione tra mezzi proporzionati e sproporzionati, e quella fra trattamenti terapeutici e cure normali dovute all’ammalato", dice la Nota, sottolineandone alcuni passaggi. "Nell’imminenza di una morte inevitabile nonostante i mezzi usati – diceva il documento del 1980 – è lecito in coscienza prendere la decisione di rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali dovute all’ammalato in simili casi". Inoltre aggiunge il documento odierno richiamando quello del 1980 – "meno ancora possono essere interrotte le cure ordinarie per i pazienti che non si trovano di fronte ad una morte imminente, come è generalmente il caso di coloro che versano nello stato vegetativo", per i quali sarebbe proprio l’interruzione delle cure ordinarie a causare la morte". (segue)