"Utile come diagnosi, ma intollerabile come terapia": Stefano Zamagni, ordinario di economia politica all’Università di Bologna e membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani, giudica in questi termini la proposta, lanciata da Beppe Grillo, di formare "liste civiche" dal popolo dei "blogger" che si dichiarano sostenitori delle tesi lanciate di recente dal comico genovese per riformare la politica. "Grillo dichiara Zamagni al Sir à è come certi medici, bravi a fare la diagnosi ma non altrettanto a suggerire la terapia: con il risultato che a volte portano il paziente alla sofferenza e alla morte". Se i cattolici, argomenta Zamagni, possono essere d’accodo nel "denunciare alcune cose che non vanno in politica" – cosa che del resto, precisa l’economista "già fanno da molto tempo" le liste civiche "non devono essere caldeggiate, perché rappresenterebbero una deriva piuttosto pericolosa per le ragioni della democrazia". "Un conto precisa infatti l’esperto è chiedere un’autonomia della società civile rispetto alla società politica, che non sia separazione ma denuncia e proposta; un altro è invece creare una scorta di ‘società politica numero due’, sganciata dai partiti". Cosa, questa, che "una democrazia adulta non può tollerare: sarebbe come se in un Paese circolassero due monete". (segue)