Da luogo dell’odio e della violenza a spazio aperto al dialogo, al dibattito, al confronto delle diversità. Questa la "metamorfosi" del binario 21 della stazione Centrale di Milano, dove questa mattina ha visto la luce la Fondazione per il Memoriale della Shoah. Presieduta dal direttore de "Il Sole 24Ore", Ferruccio de Bortoli la Fondazione è stata costituita dalle istituzioni lombarde (Regione, Provincia e Comune di Milano), dall’Unione delle Comunità ebraiche italiane, dalla Comunità ebraica di Milano, dall’Associazione Figli della Shoah, dalla Fondazione Centro e documentazione ebraica contemporanea e dalla Comunità di Sant’Egidio. Nello stesso luogo da dove, 60 anni fa, partivano i treni piombati per i campi di Auschwitz e Bergen Belsen, sorgerà, entro i prossimi due anni, il Memoriale, la cui prima pietra era stata simbolicamente posata, lo scorso 16 gennaio, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano. Due le caratteristiche della struttura, che sarà realizzata su un’area di circa 6mila metri quadrati messa a disposizione dalle Ferrovie: la costituzione di un allestimento permanente a testimonianza della Shoah e un sistema di spazi integrati dedicati al dibattito, all’incontro, alla spiegazione, nonché alla documentazione, allo studio e alla ricerca.