La riflessione proposta dal convegno nazionale che l’Azione cattolica italiana promuove il 22 settembre a Bosisio Parini (Lecco) su "La speranza della fragilità", "è significativa sottolinea Fabio Pizzul, presidente dell’Ac ambrosiana -,soprattutto in una realtà come quella lombarda che propone straordinari esempi di attenzione ai più deboli", ma è anche "testimone di una cultura efficientistica e del successo a tutti i costi che tende a emarginare chi non riesce a correre e a dare" il massimo "in termini di resa economica". Per Alda Pellegri, neuropsichiatra infantile, presidente dell’Associazione La Nostra Famiglia e relatrice al convegno, "quando si parla di persone fragili, spontaneamente si pensa a chi è portatore di una disabilità individuata con una diagnosi clinica", mentre "il vero problema della fragilità umana non è la diversità che tutti vedono, è piuttosto quella di chi ha un’apparenza di normalità, perché ha una diversità che non si vede subito, ma che esplode in tutta la sua drammaticità nel momento in cui la resa dei conti non quadra, o con i sogni impossibili, o con le richieste impossibili del contesto della vita".