"E questo sarebbe il Papa timido? Ha risposto a braccio, senza diplomazie, ma prendendosi addosso il peso di tutte quelle domande sine pietate, forse per dire che non le avrebbe eluse, né delegate perché il posto della Croce è sulle spalle di ciascuno e di tutti, credenti e non credenti". Così Sergio Zavoli, giornalista e regista televisivo, commenta al SIR il grande raduno di Loreto che ha visto la partecipazione di circa mezzo milione di giovani intorno a Papa Benedetto XVI. "È la prima volta che una grande adunanza giovanile aggiunge Zavoli – non si risolve nei suoi significati solo religiosi, e diciamo pure edificanti: non la si era ancora vista raccogliersi intorno a un Papa una forma così esplicitamente laica”. Per Zavoli, nel "crocevia" di Loreto, "ciascuno era libero di arrivare a Benedetto XVI percorrendo la propria strada". "Nell’intuizione di chi ha inteso dare al raduno questa impronta conclude Zavoli – la novità erano le domande. Tutte tendevano a capire il mistero del silenzio di Dio e ad avanzare una forte richiesta di parlargli prima ancora che di ascoltarlo: una franca, dolente, fiduciosa ribalderia che il Papa ha accolto a braccia larghe".