Il "punto da chiarire" resta però un altro, puntualizza Palka: "Da qui a dire che si possono riformare organi e curare malattie, c’è un abisso. Ricerche come queste creano sempre speranze e vanno verificate. Attenzione, dunque, a non illudere i malati: un conto è la ricerca, un conto è pensare di arrivare a curare determinate malattie". Il primo problema da risolvere, informa ad esempio il genetista tornando al caso in questione, "riguarda quello che accade quando le cellule sono in coltura, vale a dire cosa ne è del loro imprinting. I fenomeni epigenetici e le anomalie sono in agguato, come dimostra quello che sta accadendo sempre più di frequente con la fecondazione assistita". Le cellule staminali adulte multipotenti finora isolate nel topo vanno quindi "re-individuate, ricoltivate e ridifferenziate nell’uomo": tutti procedimenti, questi, che "richiedono tempi lunghi", ma il cui esito occorre attendere, "se la scienza vuole essere leale". "La fede e la scienza conclude Palka possono andare d’accordo solo se si parte dal questo presupposto: Dev’esserci un equilibrio tra il diritto di conoscere e il desiderio di potere".