"Apertura all’esperienza, alterità, distacco, ricerca di senso, interiorità". Sono questi "gli assi" su cui "si colloca la centralità della scuola, che può essere davvero una palestra di umanità e di civiltà, nella quale imparare ad essere persone intere e libere: capaci cioè di pensare secondo verità e di agire nell’amore". Così mons. Donato Negro, arcivescovo di Otranto, si rivolge ai ragazzi e alle ragazze della scuola media superiore in un messaggio per il nuovo anno scolastico. Il testo, stampato su un pieghevole distribuito nelle scuole superiori sparse sul territorio diocesano, ha per titolo "Un augurio di integralità". "Una visione stretta e angusta scrive l’arcivescovo – ridurrebbe la formazione scolastica a un fenomeno secondario dell’esperienza umana. E, invece, si tratta di riconoscere che la scuola – forse più di tanti luoghi – rimane lo spazio per un’autentica esperienza di trascendenza, spazio che non può prescindere dal riferimento all’assoluto, al mistero o – se vogliamo – a quella dimensione che non possiamo mettere tra parentesi". Mons. Negro ricorda che "la cura culturale è sostanzialmente sinonimo di sviluppo umano. Grazie a questo cammino, sperimentiamo le differenti sfaccettature della nostra umanità e apprendiamo ad essere persone". (segue)