"A dieci anni di distanza, ci sono molti modi di ricordare". È quanto afferma mons. Elio Bromuri, direttore del settimanale cattolico regionale umbro "La Voce", nell’editoriale del numero in uscita, nel decimo anniversario del terremoto che il 26 settembre 1997 colpì l’Umbria e le Marche provocando morte e distruzione. A pochi giorni dalla pubblicazione della lettera dei vescovi delle otto chiese dell’Umbria in occasione del decennale del sisma, intitolata "Ricostruire l’anima del territorio", mons. Bromuri sottolinea che "qualcuno interviene per continuare la polemica antiregionale. Avrà delle ragioni. Non tutto è perfetto", ammette il direttore di "La Voce", "ma forse in queste critiche c’è un di più di politica di schieramento", non determinante "per una valutazione di tipo storico". Dall’altra parte, rileva, "c’è anche chi pensa soprattutto di celebrare, nel senso di esaltare l’opera compiuta ai vari livelli", ma anche in questo atteggiamento "c’è un di più di politica e di psicologia". "A noi sembra – sostiene – che i dieci anni trascorsi costituiscano una svolta, uno spartiacque, un tempo di forte decisivo rinnovamento. D’ora in avanti ci sarà un prima e un dopo il terremoto per l’Umbria, che non è più la stessa". (segue)