La polemica sull’indulto "sembra utile solo a non affrontare i temi veri per una possibile civile riduzione delle presenze in carcere". Lo denuncia Desi Bruno,. garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna, rilevando come nel carcere che si trova nel capoluogo emiliano, a fronte di "una capienza regolamentare di 483 detenuti", al 31 agosto scorso fossero "presenti 945 persone, di cui 887 uomini e 58 donne", nel 60% dei casi stranieri (582 uomini e 34 donne). "Questi dati prosegue il garante impongono una riflessione seria sulla durata dei processi con persone detenute e sull’uso della custodia cautelare, soprattutto con riferimento alla violazioni della legge sull’immigrazione e a quella sugli stupefacenti, che aveva l’obiettivo di sostituire il carcere con la comunità terapeutica o con programmi terapeutici territoriali". A tale proposito, precisa Bruno, "il 30 % della popolazione detenuta è tossicodipendente, dato inalterato anche dopo l’entrata in vigore della legge sull’indulto".