IL PAPA E L’ECONOMIA: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana.

L’obiettivo è sempre quello: un sistema equilibrato, "bene ordinato". Benedetto XVI rilancia con forza la dottrina sociale a partire da un intrigante passo evangelico, l’invito cioè a procurarsi amici con la "disonesta ricchezza". La logica del profitto e quella della distribuzione dei beni, afferma il Papa, non sono in contraddizione l’una con l’altra, "perché il loro rapporto sia bene ordinato". La libera intrapresa e, dunque, il profitto, sono una cosa positiva, in quanto sono espressione del grande valore della libertà, la libertà della persona, ricorda con le parole dell’ultima grande enciclica sociale, la Centesimus Annus di Giovanni Paolo II. Tuttavia, l’emergenza della fame e quella ecologica stanno a denunciare, con crescente evidenza, che la logica del profitto, se prevalente, incrementa la sproporzione tra ricchi e poveri e un rovinoso sfruttamento del pianeta. È, dunque, necessario trovare un equilibrio, un rapporto bene ordinato. Questo presuppone non tanto assolutizzare dei modelli – come il modello capitalistico – ma puntare prima di tutto proprio sulle persone e sulle formazioni sociali. A partire da una chiara scelta di principi e di valori. Infatti, rileva il Papa, "quando invece prevale la logica della condivisione e della solidarietà, è possibile correggere la rotta e orientarla verso uno sviluppo equo e sostenibile". C’è poi qualcosa di più: il Vangelo. "Si tratta dunque di operare una sorta di conversione dei beni economici", per finalizzarli appunto alla persona. Le persone, le formazioni sociali, i principi e i valori di riferimento, il Vangelo vissuto e testimoniato: ecco squadernato il percorso della dottrina sociale. Benedetto XVI non si sottrae. Questo efficace e sintetico discorso sul tema dell’economia, svolto prima nell’omelia durante al visita alla diocesi di Velletri, poi all’Angelus domenicale, di fatto prosegue una riflessione sui grandi temi politici avviata ricevendo i partecipanti al summit dell’Internazionale di centro e democristiana a Castel Gandolfo. Al centro della preoccupazione del Papa c’è proprio l’appello ai politici a "proseguire nello sforzo di servire il bene comune, adoperandovi a far sì che non si diffondano, né si rafforzino ideologie che possono oscurare o confondere le coscienze e veicolare una illusoria visione della verità e del bene". Ritorna così, da tutti i punti di vista, da un lato, l’appello che "non si può pertanto escludere Dio dall’orizzonte dell’uomo e della storia!", dall’altro, l’importanza della dottrina sociale, come punto di riferimento. È quanto la Chiesa e i cattolici italiani faranno tra poco nella Settimana Sociale del centenario: un bussola sicura per tenere insieme e orientare un Paese che non crede alle ideologie, ne ha abbastanza della retorica, di vuote promesse e reclama quanto gli spetta.