Cinque i cardini, strettamente legati tra di loro, su cui ruoterà il progetto. Innanzitutto "un’azione culturale, che valorizzerà le sale della comunità presenti"; poi "un sistema di attività di animazione che porteranno a far crescere doposcuola, progetti di oratorio e servizi per le famiglie" e "un percorso formativo per supportare l’azione dei tanti volontari e di operatori che si spendono continuamente nelle situazioni di emarginazione, povertà e solitudine". Ancora, l’iniziativa della Caritas, che verrà coordinata dall’associazione Agio (Associazione giovani per l’oratorio), prevede "un centro di ascolto interparrocchiale, spazio sensibile d’informazione e supporto, dove non si danno aiuti materiali, ma si va ad ascoltare il territorio e le persone, per saper orientare chi ha bisogno" e "un’azione sulla genitorialità e sulla prevenzione della dipendenza, realizzata assieme a genitori e ragazzi tra i 9 e i 13 anni". L’obiettivo, ha concluso Bignami, è quello di "valorizzare quel che già si sta facendo, portando a sistema iniziative che esistono per farle crescere". Difatti, ha ribadito Elena Rossini, che ha curato la parte bolognese della ricerca, nel quadro complessivo di una periferia con luci e ombre emerge che "le risorse sono già sul territorio: basta prenderne consapevolezza per instaurare percorsi virtuosi".