MYANMAR: PADRE GHEDDO (PIME), “L’EUROPA RESTA ANCORA SILENTE”

Le manifestazioni di piazza dei monaci e monache buddiste in Myanmar rappresentano "una svolta importante" nel processo di opposizione alla giunta militare che dal 1962 guida con pugno di ferro il Paese asiatico. Ne è convinto padre Piero Gheddo, missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), giornalista e scrittore, specialista di questioni internazionali. Anche oggi stanno proseguendo le marce dei monaci nella capitale Yangoon: alle ore 13 locali 10 mila religiosi buddisti, seguiti da altrettanti civili, hanno iniziato a sfilare per le strade della città partendo dalla celebre pagoda Shwedagon, luogo simbolico da dove – da 7 giorni a questa parte – iniziano le proteste contro il governo guidate dai religiosi dal caratteristico vestito color ruggine. Secondo Gheddo, "questa è la prima volta da 45 anni a questa parte (il governo militare si insediò con un colpo di stato nel 1962, ndr) che la giunta si trova davanti una protesta popolare così ampia. La rivolta del 1988 (che poi portò alle elezioni vinte dal premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, oggi agli arresti domiciliari, ndr) era portata avanti solamente dagli studenti. Oggi invece – afferma il missionario – siamo davanti a qualcosa di nuovo". (segue)