Proseguendo nel suo discorso ai vescovi ucraini di rito latino, il Papa ha toccato il tema dei rapporti con gli ortodossi, che costituiscono la maggioranza della popolazione ucraina. "L’esigenza ecumenica – ha detto – è fortemente avvertita da voi, che da lunghi secoli vivete insieme ai nostri fratelli ortodossi e con loro cercate di tessere un quotidiano dialogo che abbraccia tanti aspetti della vita. Le difficoltà, gli ostacoli, e persino eventuali insuccessi non rallentino il vostro entusiasmo nell’andare in questa direzione". Ha poi esortato i presuli a curare la formazione dei presbiteri, come pure a coltivare le vocazioni religiose, aggiungendo che "la cura delle vocazioni presuppone naturalmente una valida pastorale familiare. La formazione di un laicato che sappia rendere ragione della fede si rende in questi nostri tempi ancor più necessaria e rappresenta uno degli obbiettivi pastorali da perseguire con impegno". In Ucraina è molto vivo il ricordo della visita pastorale di Giovanni Paolo II svolta nel giugno 2001, durante la quale lo scomparso pontefice ebbe modo di incontrare anche esponenti della Chiesa ortodossa.