La nota a margine che appare sul testo del messaggio finale della Terza Assemblea ecumenica europea (4-9 settembre) esprime "chiaramente il fatto che sul tema della vita non abbiamo un pieno consenso tra tutte le comunità cristiane". Così in una intervista al Sir mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee che insieme alla Conferenza delle Chiese europee ha promosso l’evento), spiega come si è arrivati alla versione definitiva del testo. "La nota che si trova nel messaggio esprime innanzi tutto una situazione di difficoltà che si è creata nella stesura del messaggio". "Questo è doloroso, ma ci deve spingere con urgenza ad approfondire insieme questo tema tanto decisivo e delicato per avere una chiara posizione comune per il bene della persona umana. Abbiamo una grave responsabilità in questo ambito". "La sfida di questo testo aggiunge mons. Giordano – era proprio quella di farlo nascere durante l’assemblea". "Questo testo è nato con tante ore di lavoro notturno". Il gruppo di lavoro incaricato alla stesura del messaggio "ha avuto poche ore per cercare di integrare almeno un centinaio di emendamenti proposti oralmente in assemblea o per scritto". "Penso conclude Giordano – che in futuro dovremo ancora una volta riflettere seriamente sulla opportunità di messaggi elaborati con un tale metodo".