Duplice, secondo Monticone, "la sfida a cui l’Azione cattolica è chiamata a rispondere. In un mondo caratterizzato da secolarizzazione e globalizzazione, per far emergere gli elementi positivi di questi fenomeni e respingere quelli negativi è necessario elevare la qualità dei laici che operano nella Chiesa". Dunque, "è questa la prima sfida: che i cristiani siano di qualità". La seconda, invece, "sta nel saper realizzare le indicazioni della Lettera a Diogneto: il cristiano è straniero nel tempo in cui vive perché ha una prospettiva che va al di là del contingente, ma nello stesso tempo è cittadino. Una sfida, quindi, che richiede di essere non solo cristiani di qualità, ma anche cittadini di qualità". Frattanto, si apre oggi a Castel San Pietro (Bologna) il convegno nazionale delle presidenze diocesane di Ac, dal tema "La scelta religiosa dell’Azione cattolica tra passato e futuro". Domani pomeriggio il convegno sarà aperto alla cittadinanza, con una sessione volta ad approfondire il rapporto tra la scelta religiosa e il cattolicesimo italiano, alla quale interverranno lo stesso Monticone e il priore di Bose, Enzo Bianchi. Seguirà, nella piazza del paese, terra natale di uno dei fondatori dell’associazione, Giovanni Acquaderni, la cerimonia di apertura del 140° e la consegna di un "Manifesto al Paese".