MYANMAR: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE EMBARGO SULLE ARMI

La Sezione italiana di Amnesty International, con l’obiettivo di mobilitare opinione pubblica e governi per fermare la violenta repressione in Myanmar ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del Paese. I sit-in si svolgeranno oggi a Roma davanti all’Ambasciata di Myanmar e domani a Milano in piazza della Scala. Amnesty invita inoltre a sottoscrivere on line, su www.amnesty.it, l’appello in favore di oltre 300 persone arrestate ieri sera, tra cui il noto attore comico Zargana (noto anche come Ko Thura). Da Myanmar arrivano ad Amnesty International notizie estremamente preoccupanti, che fanno temere che possa ripetersi il bagno di sangue del 1988, quando vennero uccise circa 3000 persone. Per scongiurare questo esito, Amnesty continua a sollecitare il Consiglio di sicurezza a inviare con la massima urgenza una propria missione a Myanmar, che chieda al governo di garantire la libertà di manifestazione, porre fine all’uso della forza nei confronti dei dimostranti e liberare tutti i prigionieri politici, oltre 1160 alla fine dello scorso anno, compresa Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, privata della libertà da 17 anni. L’organizzazione per i diritti umani chiede anche un embargo completo sulle forniture di armi al governo di Myanmar.