Per lo storico Philippe Levillain, dell’Università X-Nanterre, Paris, intervenuto oggi al X Colloquio internazionale a Brescia, "dal magistero di Paolo VI agli universitari cattolici, nella seconda metà degli anni Venti, emerge la consapevolezza che educare alla fede nella continuità con la Tradizione induce ad elaborare non già il discorso di una fede ‘moderna’, ma un autentico e robusto pensiero della fede, una intelligenza della fede realizzata attraverso strumenti filosofici, teologici e culturali appropriati, superando gli angusti confini di una cultura apologetica". "Negli anni del Pontificato, e in particolare nella realizzazione del Concilio e nel successivo processo di attuazione – ha proseguito Levillain – si coglie la coerenza dello stile montiniano nella messa in opera dell’aggiornamento condotto ‘nel nome di Dio’, e si colgono i modi singolari del dialogo tra il successore di Pietro e il mondo, nell’insegnare e nell’ascoltare". Il card. Giovanni Battista Re,Prefetto della Congregazione per i Vescovi, ha sottolineato "la pazienza ed insieme la sollecitudine con cui Paolo VI guidò il Concilio, rispettando allo stesso tempo la libertà dei Padri; la fedeltà e il coraggio con cui affrontò le difficoltà post-conciliari e quel Fidem servavi di memoria paolina ribadito come monito e consegna ai posteri, prima di morire".