"Il Papa, invece osserva Savagnone -, ha detto con coraggio che questo è un equivoco di fondo e che oggi essere cristiani significa radicalmente contrapporsi a questa mentalità diffusa e instaurare stili nuovi, non in lotta con gli altri, ma per salvarli perché sono proprio gli altri che hanno bisogno di questo stile nuovo". Non a caso Benedetto XVI ha invitato i giovani ad "andare controcorrente"… "Anch’io ammette Savagnone talvolta sono avvilito di sentire usare spesso la parola difendere: la Chiesa non difende nulla, piuttosto critica, trasforma, propone orizzonti diversi. La parola difende richiama in modo preoccupante la conservazione di quello che è, ma quello che è non va conservato, ma contestato perché viviamo in una società sbagliata". Inoltre, "la parola difendere non è amata dal giovane non ama, che preferisce trovare le cose che ancora non sono. Ebbene, questa è l’essenza del messaggio evangelico. Lo dice San Paolo: il Dio di Gesù Cristo è il Dio che crea le cose che ancora non esistono, è il Dio del futuro, della trasformazione. Il Papa, nella bellissima omelia di domenica, ha detto questo ai giovani. Spero che come cristiani della Chiesa italiana siamo capaci di recepire noi stessi il messaggio di Benedetto XVI e di non spegnerlo nel nostro abitudinarismo".