COOPERATIVE PROSTITUTE: DI NICOLA (SOCIOLOGA), "ISTIGAZIONE INDIRETTA ALLA PROSTITUZIONE" (2)

"Se una prostituta – si chiede ad esempio Di Nicola – avesse gli stessi diritti di un lavoratore onesto, chi porterebbe impedire ad una segretaria che guadagna mille euro al mese di cambiare vita e vendere il proprio corpo, grazie ad un ‘mestiere’ molto più redditizio, o al marito di vendere il corpo della propria moglie?". Quanto al presunto intento di difendere, con proposte come questa, la "dignità" della donna, Di Nicola commenta: "Tutelare la dignità della donna è sacrosanto, ma cruciale è il modo di tutelare tale dignità. Il corpo umano non si vende: se abbassiamo la guardia sulla dignità della corporeità, automaticamente la abbassiamo sulla tutela della donna". "Se passa l’idea del corpo in vendita – fa notare la sociologa – allora diventa lecito anche che una madre venda il proprio figlio per esportarne poi gli organi, o pratiche come quella dell’utero in affitto". Sì, dunque, alla "solidarietà" con le donne vittime del mercato della prostituzione, per combattere la quale "occorre agire sul versante della prevenzione e del recupero, oltre che sul piano della cultura, della formazione, dell’assistenza".