SANTA SEDE: MONS. RAVASI, ARCIVESCOVO E PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA (4)

"Non sarà facile staccarsi da Milano, città con la quale mi identifico e che avrei scelto per la mia ordinazione episcopale, se il Papa non avesse deciso altrimenti". Dopo oltre quarant’anni di servizio alla Chiesa ambrosiana, tra poche settimane monsignor Gianfranco Ravasi dovrà salutare la metropoli lombarda per prendere possesso del nuovo incarico di presidente del Pontificio Consiglio della cultura. "Sicuramente – spiega Ravasi – sentirò molto la mancanza di Milano e i diciotto anni trascorsi all’Ambrosiana m aiuteranno nel nuovo incarico. Credo, infatti, che l’esperienza del «fare» vissuta in questi anni si possa ben integrare con l’esperienza forse più progettuale e teorica che mi aspetta Roma; si tratta, in definitiva, di un intreccio necessario per una vera cultura moderna". "Durante il mio mandato di prefetto – prosegue Ravasi – ho portato la Biblioteca ad aprirsi, ad uscire all’esterno, ad avviare contatti internazionali che mi saranno molto utile anche a Roma. Proprio l’internazionalità è forse la caratteristica principale dei Dicasteri della cultura vaticani, dove gli uffici sono divisi in sezioni linguistiche e le pubblicazioni sono realizzate in più lingue. Sono quindi uffici polimorfi, molto variegati e complessi, attenti ai grandi continenti emergenti come l’Africa e l’Asia".