"Il rischio del mondo missionario è pensare che la missione sia qualcosa che riguarda le scelte personali: c’è bisogno, invece, di comunicare la propria fede, anche attraverso una testimonianza missionaria che utilizzi i media". Mons. Giuseppe Pellegrini, direttore dell’Ufficio Cei per la cooperazione missionaria tra le Chiese, commenta in questi termini in un’intervista al SIR le parole pronunciate dal Papa a Loreto sul mondo missionario, in particolare nell’"abbraccio" commosso con padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime rapito e poi liberato nelle Filippine. Nelle parole di Benedetto XVI, in particolare, "c’era la consapevolezza dell’urgenza, ancora oggi, della missione: ci sono miliardi di persone che non conoscono ancora Gesù, e l’evangelizzazione resta un compito primario della Chiesa". Soprattutto, aggiunge il direttore dell’Ufficio Cei, "nel grande continente asiatico, che ha più bisogno dell’annuncio del Vangelo, in paesi come l’India e la Cina". Il ringraziamento papale "a padre Bossi e a quanti nel mondo missionario lavorano in silenzio e nel nascondimento per portare il Vangelo all’uomo di oggi", conclude Pellegrini, "rappresenta una preziosa opportunità per stimolare il mondo missionario a far sentire di più la sua bella presenza alle frontiere dell’evangelizzazione".