RACKET IN SICILIA: DON SAPIENZA (CESI), "UNA RETE DI SOLIDARIETÀ" PER CHI DICE "NO AL PIZZO" (2)

"Non dobbiamo dimenticare – continua don Sapienza – che, parlando dell’illegalità delle estorsioni, citiamo chi chiede il pizzo e commette così un peccato, compie un atto immorale di oppressione, ingiustizia, ma anche chi paga, chi rinuncia così alla sua personalità e alla dignità. E anche questo atto di debolezza, è molto grave". "Non è la prima volta – evidenzia il sacerdote – che a Catania chiedono il pizzo", anzi "da anni si parla di percentuale alta nel racket delle estorsioni. Una piaga che ha allargato le sue propaggini e che oggi emerge per quanto denunciato a voce alta da chi ha rifiutato di piegarsi e per questo già altre volte è stato punito". I rappresentanti siciliani di Confindustria si sono riuniti a Caltanissetta dopo le ripetute intimidazioni e minacce al presidente della sezione catanese dell’Associazione nazionale costruttori edili, Andrea Vecchio, e al presidente della Camera di Commercio e della Piccola industria, Marco Venturi. La norma contro chi paga il pizzo sarà inserita nel Codice etico già adottato da Confindustria a livello nazionale, dopo il via libera della giunta siciliana dell’associazione che si riunirà nei prossimi giorni. Chi trasgredirà sarà sanzionato, in base alle disposizioni del codice, sino all’espulsione.