Nel giorno in cui l’assemblea di Sibiu sta affrontando il Tema dell’unità della Chiesa, dopo aver presentato la sua analisi della situazione ecumenica, il cardinale è passato alla “terapia”. "Il metodo delle Convergenze usato fino ad ora ha detto – si è dimostrato proficuo, e si è continuato ad applicarlo in molte questioni sinora controverse". "Ma nel frattempo ha aggiunto – questo metodo si è palesemente esaurito; in questo momento non andiamo più molto avanti su questo sentiero". Secondo Kasper, ciò "non rappresenta alcun motivo per cedere alla rassegnazione. Possiamo testimoniare gli uni gli altri le nostre rispettive posizioni in modo onesto e coinvolgente. Possiamo farlo in maniera non polemica né limitante". "Questo significa: possiamo imparare gli uni dagli altri. Invece di incontrarci al minimo comune denominatore, possiamo arricchirci vicendevolmente del patrimonio di cui ci è stato fatto dono". Una grave responsabilità pesa sui cristiani d’Europa. "A causa delle nostre divisioni abbiamo oscurato la luce di Gesù Cristo per molte persone". Di fronte a tale situazione "non possiamo affatto ritenerci contenti di noi stessi; non possiamo continuare ad andare avanti come se nulla fosse. All’ecumenismo non c’è alternativa responsabile. Ogni altra posizione contraddice la nostra responsabilità di fronte a Dio e di fronte al mondo".