"Quando le condizioni delle carceri e delle prigioni non tendono al processo di riconquista del senso della dignità, con i doveri ad essa correlati, le istituzioni mancano di perseguire uno dei loro fini essenziali". E’ il forte monito lanciato oggi dal papa, che a Castelgandolfo ha ricevuto in udienza i partecipanti al 12° Congresso mondiale della Commissione cattolica internazionale per la pastorale dei carcerati, in corso a Roma. Il Papa, in particolare, ha esortato le "autorità pubbliche" a "essere vigilanti, evitando ogni mezzo di punizione o correzione che indebolisca o degradi la dignità umana dei prigionieri: di qui il "divieto" del ricorso alla tortura, "a cui non si deve contravvenire in ogni circostanza", come sancisce il Compendio della dottrina sociale della Chiesa. "Le istituzioni giudiziarie e penali ha detto Benedetto XVI giocano un ruolo fondamentale nel proteggere i cittadini e nel salvaguardare il bene comune", e nello stesso tempo hanno il compito di ricostruire "le relazioni sociali distrutte dall’atto criminale commesso". Tali istituzioni, quindi, "devono contribuire alla riabilitazione dei colpevoli, facilitando il loro passaggio dalla disperazione alla speranza e dall’inaffidabilità all’affidabilità". (segue)