"La teologia ortodossa romena è molto simile alla morfologia del nostro Paese che presenta al suo centro i monti Carpazi. La nostra teologia conserva le suggestioni della catena carpatica: l’equilibrio, la grande apertura e, allo stesso tempo, la rigorosa edificazione sulla pietra, la pietra della fede". È quanto ha dichiarato in un’intervista al Sir padre Constantin Necula, consigliere della Metropolia della Transilvania e professore di catechetica all’Università di Teologia ortodossa di Sibiu, mentre è in corso nella citta romena la terza Assemblea ecumenica europea. "La forza dell’ecumenismo ortodosso ha aggiunto – risiede nella sua capacità di far nascere dei santi che con la loro testimonianza mantengono la vitalità dell’ortodossia". L’appuntamento di Sibiu, per il teologo ortodosso, rappresenta "una possibilità per interrogarsi e riflettere insieme su quanto Cristo è rimasto ancora nella testimonianza cristiana dell’Europa. Ritengo che la presenza dell’ecumenismo nell’attività e nella vita sociale sia una delle più importanti griglie di lettura dell’epoca attuale". "Sibiu conclude padre Necula – è una città europea, con anime confessionali ed etiche molto diverse. L’Europa però non può essere costruita che su fondamenti morali immutabili. E la morale fondamentale deve avere come modello centrale Gesù Cristo".