"A noi ora spetta un compito, quello di continuare a incontrarci, a ritrovarci insieme nella preghiera. Le difficoltà ci sono però l’ecumenismo per noi non è un’aggiunta. E questa è una responsabilità grave che pesa. Almeno per parte cattolica, l’ecumenismo è in genere un ufficio.” “Dovremmo invece aiutare tutti i nostri fratelli e sorelle a capire che l’ecumenismo è un modo di vivere la fede. Non si può vivere la fede senza l’incontro". Lo ha detto mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni e presidente della Commissione ecumenismo della Cei, parlando ai delegati italiani presenti alla Terza Assemblea ecumenica europea che si sono incontrati questo pomeriggio a Sibiu per presentare una serie di indicazioni e proposte per il messaggio finale della Assemblea. Il testo che concluderà i lavori di Sibiu, sarà reso noto domani. "Dovrà essere ha detto Paglia un messaggio che smuova i cuori, con indicazioni e prospettive che aiutano a rinnovare in Europa l’impegno ecumenico". La delegazione italiana è "la più numerosa d’Europa": è composta da circa 140 delegati cattolici, 10 delegati delle Chiese valdese, metodista, battista, evangelica e luterana, 4 delegati delle Chiese ortodosse. Sono presenti anche italiani impegnati in organismi delle Chiese europee e 8 delegati ecumenici di migranti. (segue)” “