RIFIUTI IN CAMPANIA: CEC, "MAI PERDERE LA SPERANZA" (2)

Infatti, "i tanti errori individuali – sottolineano i vescovi campani – stanno purtroppo diventando delle vere e proprie strutture di peccato, di cui siamo singolarmente responsabili, allorché prendiamo drammaticamente atto: di aver cooperato agli errori degli altri, prendendovi parte direttamente e volontariamente; di non averli denunciati o non impediti, quando invece saremmo stati tenuti a farlo; o infine, addirittura quando abbiamo protetto coloro che commettono il male". Insomma, "solo se riconosciamo l’errore consapevolmente commesso, ci viene riaperta la strada della conversione e del cambiamento". I vescovi vogliono far sentire la loro vicinanza alle popolazioni campane, che "non vedono futuro per la propria salute e per il proprio territorio" a motivo "di rifiuti non degradabili seppelliti sotto terra e di montagne di rifiuti davanti ai loro occhi" e alleviare "il rammarico e l’afflizione di coloro che, pur volendolo, non sanno cosa fare di fronte alle tante emergenze". Malgrado le difficoltà, "quello che si va facendo per assumere giuste soluzioni, le decise prese di distanza della popolazione sana da atti di violenza o di sopraffazione, l’isolamento netto nei confronti di delinquenti singoli ed organizzati, che non mancano di soffiare sul fuoco dell’odio per loschi fini – osservano i presuli – tutto questo ravviva la nostra speranza". (segue)