Per De Medici, in troppi casi si scelgono come siti per lo smaltimento dei rifiuti normali e speciali "zone di grande valore socio economico, mentre esistono aree marginali della regione di bassissimo valore che si prestano meglio anche dal punto di vista geologico e idrogeologico". In più "c’è il problema della differenziata che non decolla, ma osserva il docente -, se pure partisse senza utilizzare i materiali differenziati in una filiera industriale per l’effettivo riciclo, sarebbe inutile". Ancora, denuncia De Medici, "gli impianti di cdr non funzionano e l’unico termovalorizzatore progettato in Campania ad Acerra andrà in funzione probabilmente solo nel 2009". Tra l’altro, "quest’ultimo non potrà bruciare le eco balle che adesso abbiamo nelle discariche, ma solo immondizia selezionata". Resta, quindi, "il problema di sistemare quanto è stato accumulato negli anni. Contemporaneamente alla soluzione di tale questione conclude il docente – bisogna iniziare un circolo virtuoso per non ritrovarci anche negli anni futuri in eterna emergenza. Questo è possibile se il nuovo commissario straordinario riuscirà ad avere un quadro dettagliato della situazione e ad illustrarlo alla popolazione: così avrà la collaborazione di tutti, anche di chi oggi è sfiduciato".