"Una giornata di riflessione e studio per indicare dei percorsi operativi e creare un coordinamento stabile di diocesi, confraternite, associazioni ed enti ecclesiali con il compito di fare sintesi, offrire indicazioni, promuovere e sostenere le Chiese particolari che si trovano lungo la Via Francigena". Così don Mario Lusek, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, ha spiegato gli obiettivi dell’incontro in corso oggi a Siena su "La Via Francigena: strada d’Europa e delle sue radici cristiane. Una risorsa spirituale, pastorale e culturale". Il coordinamento dovrebbe servire per armonizzare i progetti già preparati dalle varie Chiese locali e portarli ad avere "più peso". Il rischio, infatti, è che la Via Francigena, inserita sin dal 1994 all’interno di progetti per il recupero di itinerari europei e per la quale da poco tempo si è costituito in Italia un coordinamento di vari enti e associazioni, sia gestita solo a livello istituzionale. "A noi come Chiesa ha aggiunto don Lusek preme valorizzare la Francigena nella sua particolare identità di «via di pellegrinaggio», nel contesto del progetto culturale della Chiesa italiana e in un’ottica d’integrazione pastorale e istituzionale, assumendo un atteggiamento di complementarietà e non di concorrenzialità".