"Insieme abbiamo camminato, insieme abbiamo pianto, insieme siamo cresciuti, insieme siamo caduti ma poi sempre rialzati dalla mano paterna di Dio. Come è cambiata, in bene, questa terra!. Se ripenso a certe chiese, squallide ieri, oggi fatte scrigno di bellezza. A certe iniziative coraggiose nel mondo giovanile, a certe intuizioni feconde nel piano catechistico, a precise realtà vocazionali in crescita, all’unità del presbiterio che è la gioia più grande di un vescovo". Con queste parole mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo eletto di Campobasso-Boiano, si è congedato, ieri sera, dalla diocesi di Locri-Gerace dopo 14 anni di episcopato. "Ripenso, spontaneamente ha detto il presule davanti a migliaia di persone che riempivano la cattedrale di Gerace – a quell’8 maggio 1994, giorno del mio solenne ingresso proprio qui, nella cattedrale di Gerace, con la finta bomba della piazza del Tocco, segnale inquietante ma che subito abbiamo respinto con decisione e trasformato in occasione di maggior vicinanza alla gente!". Il vescovo ha spiegato ancora mons. Bregantini – "apre ancora una volta quella strada di pellegrinaggio nella vita, che tanti calabresi hanno compiuto lungo le strade della vita, portati lontano, per motivi di studio o di lavoro o di salute…. Siamo tutti nella precarietà del pellegrino, che si è fatta pellegrinaggio, fatica e sudore, ma chiarezza di mete".