Trovo questa polemica curiosa, se non paradossale". Lo afferma don Domenico Pompili, direttore nazionale dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei, intervenuto oggi a "OneoFive Live, il canale in italiano della Radio Vaticana, sui 20 anni del Sir con il direttore dell’agenzia di stampa della Cei, Paolo Bustaffa. "Benedetto XVI – ha continuato il portavoce della Cei – ancor prima che Papa lo si può identificare come uomo di cultura. Se non altro cronologicamente. Perché prima di diventare Papa, ha frequentato in lungo e largo le aule universitarie. Per questo è di casa nelle università". Per Pompili, "la stessa vicenda di Ratisbona ha mostrato quanto il Papa fosse coinvolto emotivamente stando in quel luogo. Nella parte iniziale del discorso, aveva ricordato l’importanza del dialogo e del suo incontro con i docenti dell’Università tedesca". Perciò, ha proseguito, "se c’è un uomo che si troverà a casa alla Sapienza è proprio Benedetto XVI". D’altra parte, dice il portavoce dei vescovi italiani, "la presenza del Papa alla Sapienza è legata anche ad una sua visita alla cappella che è dentro l’Università, simbolo di una presenza che da secoli accomuna migliaia di studenti. Una presenza che si fa ascolto, accompagnamento, condivisione. Per questo la Chiesa è lì di casa da molto tempo. E per questo mi auguro che anche questo momento un po’ polemico ceda il passo alla consapevolezza".