"Incoraggiamo tutti ad essere testimoni dell’amore di Cristo e ad orientare particolarmente questa testimonianza in favore della vita umana, minacciata dalle disgrazie naturali, dalle gravi malattie contagiose e da quei mali che sono causati dal disordine morale che genera il peccato, come la mancanza di solidarietà e l’ingiustizia sociale, lo sfruttamento senza scrupolo degli esseri umani, il terrorismo e le guerre". È quanto si legge nel messaggio della Commissione episcopale per le relazioni interconfessionali della Conferenza episcopale spagnola, in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio). Tra le minacce che incombono sulla vita i vescovi segnalano l’aborto e l’infanticidio, la manipolazione della vita allo stato embrionale e la sua distruzione. "Quando i cristiani danno insieme testimonianza di Cristo proseguono i presuli spagnoli – si fa strada il Vangelo predicato dalla Chiesa e retrocede il grave male del nostro tempo: il relativismo morale che tanto contribuisce ad allontanare le persone e le società dalla strada aperta dalla predicazione del Vangelo di Gesù Cristo". I vescovi fanno poi riferimento all’importanza dell’"ecumenismo spirituale" e, quindi, della preghiera per fare passi avanti "verso l’unità visibile".