"E’ necessario identificare e supportare le vittime della tratta": è l’auspicio che fa oggi Save the children, in seguito all’operazione "Viola", l’inchiesta internazionale che ha portato all’esecuzione di 66 ordini di custodia cautelare nei confronti di cittadini nigeriani, accusati di far entrare minori dalla Nigeria per avviarli alla prostituzione e allo spaccio della droga. Save the Children sottolinea come nel fenomeno della tratta "vari elementi convivono e hanno significative interrelazioni". Uno dei problemi più spinosi, infatti, resta "l’identificazione e il supporto di coloro che sono vittime di tratta, spesso confusi e trattati alla stregua di minori dediti ad attività criminali". Secondo l’organizzazione "chi è vittima di tratta, soprattutto se minore, vive una condizione di segregazione e violenza tale da rendere molto difficile il compito degli attori chiamati a identificarlo e aiutarlo, quali polizia, autorità giudiziarie e operatori sociali". Da una loro ricerca emerge che le vittime provenienti dalla Nigeria "arrivano in Europa dopo essere state ridotte in stato di soggezione già nel Paese d’origine". Spesso vengono trafficati anche "adolescenti, di sesso maschile", costretti con minacce e violenze a "spacciare o trasportare sostanze stupefacenti". Hanno perfino i polpastrelli abrasi per rendere più difficile l’attività di contrasto da parte delle forze dell’ordine.