"Un enorme attacco alla dignità della vita umana che sfida i parlamentari a battersi per difenderla", così un portavoce della "Spuc", la "Società per la protezione dei bambini non nati", una delle più importanti organizzazioni britanniche pro-vita ha commentato il nuovo passo avanti verso la legalizzazione della ricerca sugli embrioni ibridi, metà tra specie umana e specie animale. Un emendamento per impedire la norma che consente di mantenere in vita gli embrioni per quattordici giorni è stato sconfitto nella Camera dei Lord, con un’ampia maggioranza dimostrando così la determinazione assoluta del governo britannico di legalizzare questo nuovo tipo di sperimentazione. Lord Alton, il pari cattolico che aveva proposto l’emendamento nel tentativo di impedire che embrioni umani che contengono una parte di Dna animale vengano usati a scopo di ricerca ha dichiarato che "è stato attraversato il Rubicone". I sostenitori della nuova legge giustificano l’uso degli embrioni ibridi perché dicono "sono indispensabili alla ricerca scientifica". Sia la Chiesa cattolica che la Chiesa di Inghilterra hanno definito questo approccio "utilitaristico". Critico della nuova legislazione è stato anche Lord Tebbit ex ministro di governo conservatore secondo il quale il fatto che qualcosa sia scientificamente possibile non giustifica la sua legalità.