Fra i punti programmatici elencati nell’emiciclo di Strasburgo da Janez Jansa "vi sono tante urgenze di politica estera" (a partire dal Medio Oriente e dall’Africa) "oltre a quelle relative alla politica di vicinato", con in testa la "situazione dei Balcani occidentali". Il presidente in esercizio dell’Ue si sofferma sul Kosovo: "Non ci sarà una nuova guerra nei Balcani afferma rispondendo a un giornalista -. La storia recente, i morti, gli sfollati rimasti senza casa sono un monito. Per noi e per tutta l’Europa. Credo che la piattaforma assunta dall’Ue a dicembre sia ottima e si attende ora la creazione della missione europea in Kosovo, per guidare la transizione e prevenire ogni forma di conflitto". Jansa ribadisce "il ruolo essenziale dell’Ue nei Balcani" e "l’impegno a evitare decisioni unilaterali" (la dichiarazione di indipendenza di Pristina) "che certamente complicherebbero il quadro attuale". Quindi si sofferma sul 2008, Anno del dialogo interculturale: "L’Ue deve rispondere alle sfide globali, come la concorrenza economica e il terrorismo. Lo può fare solo se non trascura il dialogo tra le culture e i popoli, dentro e fuori dai suoi confini".