ANNO PAOLINO: LA "PASSIONE" PER IL VANGELO E I "TRAFFICANTI DELLA PAROLA"

"Al di sopra di tutto sta la passione di Paolo per il Vangelo e il suo amore per le comunità". E’ la "lettura" della seconda lettera ai Corinzi fatta da don Silvio Sassi, superiore generale dei Paolini, nella lettera inviata in vista della celebrazione dell’Anno Paolino (28 giugno 2008-29 giugno 2009). "Il conflitto di Corinto – si legge nel testo, dal titolo "Ti basta la mia grazia", in cui si ricorda che la seconda lettera ai Corinzi sembra essere in realtà un insieme di cinque lettere distinte – è dovuto probabilmente al mondo di intendere e di realizzare l’evangelizzazione". Due sono i modelli: quello di Paolo e quello dei "trafficanti della parola", come li chiama l’Apostolo. Il loro modo di fare appare molto moderno: si presentano con "lettere di raccomandazione", Paolo li chiama ironicamente "eminenti apostoli" e "ministri di Satana" e li smaschera, dimostrando che in realtà "sono sfruttatori della fede dei corinzi". Voi, scrive Paolo ai fedeli, "in realtà sopportate chi vi riduce in servitù, chi vi divora, chi vis frutta, chi è arrogante, chi vi colpisce in faccia". Cinque azioni, queste, che aiutano a capire come, già all’epoca, c’erano "missionari senza scrupoli", veri e propri traditori dell’evangelizzazione. Secondo i "trafficanti della parola di Dio", infatti, Vangelo significava "privilegi e comodità alle spalle della comunità, generalmente composta da gente povera".