"Mettendo insieme cose serie (la promozione dei musei e dei veri eventi culturali) e cose frivole (un continuo parlarsi addosso, sui giornali e alla tv regionale, per autoconvincersi di quanto siamo bravi) si pensava dice Bonatti – di aver cancellato l’immagine della città operaia, con il suo grigiore e i suoi noiosi problemi di tutti i giorni". I sette morti della ThyssenKrupp, prosegue il direttore del settimanale cattolico, "hanno costretto un po’ tutti ad aprire gli occhi, e alcuni ad abbassare la cresta, a prendere atto che in città non si vive solo di aperitivi, momenti trendy e magari un po’ di cocaina, che non guasta mai. Il gesto, simbolico, di sospendere i festeggiamenti è un segno piccolo, ma un buon segno".