BENEDETTO XVI: LE UNIVERSITÀ, IL "RAZIONALISMO" E I "FONDAMENTALISMI"

In un "mondo tentato, da una parte, dal razionalismo, che segue una razionalità falsamente libera e slegata da ogni riferimento religioso, e dall’altra, dai fondamentalismi, che falsificano la vera essenza della religione con il loro incitamento alla violenza e al fanatismo", le discipline ecclesiastiche, e soprattutto la teologia, sono sottoposte a "nuovi interrogativi". Lo ha detto il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti all’Assemblea plenaria della Congregazione per l’educazione cattolica, si è soffermato sul ruolo delle università cattoliche e le facoltà ecclesiastiche, nel settore dell’educazione, "particolarmente caro alla Chiesa", che in questo ambito sta valutando opportuni "progetti di riforma". In particolare, Benedetto XVI ha citato la riforma degli studi ecclesiastici di filosofia, giunta alla sua fase finale, in cui è centrale "la dimensione metafisica e sapienziale della filosofia, richiamata da Giovanni Paolo II nell’enciclica Fides et ratio". "Altrettanto utile", secondo il Santo Padre, è "valutare l’opportunità di una riforma della Costituzione apostolica Sapientia cristiana" – voluta sempre da Giovanni Paolo II nel 1979 – che costituisce la "magna charta" delle facoltà ecclesiastiche "e serve come base per formulare i criteri di valutazione delle qualità di tali istituzioni, valutazione richiesta dal processo di Bologna, di cui la Santa Sede è divenuta membro nel 2003".