” “Per quanto riguarda il cibo padre Musallam avverte che "quello che si riesce a trovare non può essere conservato in frigo a causa della mancanza di energia elettrica che non ne permette il funzionamento. I contadini che hanno i loro campi non possono uscire dalla Striscia. Le donne vivono in grande stress poiché non possono accudire le loro case e la loro famiglia. Ci sono lunghe file davanti ai forni". "Queste dure restrizioni israeliane, per rispondere al lancio dei razzi Qassam, – dichiara il parroco di Gaza – sono una punizione per tutta la popolazione della Striscia. L’occupazione deve finire. Solo in presenza di giustizia si può conseguire la pace. Così facendo Israele non prepara la strada al dialogo ma infligge una punizione a tutto il popolo". Un appello perché "si ponga fine alla attuale catastrofe umanitaria di Gaza e allo stop delle azioni militare israeliane" giunge oggi anche dalla Caritas di Gerusalemme. Le incursioni dell’esercito israeliano, secondo stime Caritas, hanno provocato la settimana scorsa ben 35 vittime molte delle quali civili innocenti. Dal 17 al 19 gennaio militanti palestinesi hanno lanciato 130 razzi Qassam in territorio israeliano. Dal commissario Ue per le relazione esterne, Benita Ferrero Waldner, è giunto un appello a Israele affinché riprenda le forniture di combustile riapra i valichi per il passaggio degli aiuti umanitari e delle merci.” “