” “"L’unità dei cristiani è un dovere ma anche riconoscimento delle nostre comuni radici. Le chiese in Iraq sono di un solo popolo, con la stessa storia, liturgia, sofferenze e progressi. E’ per questa ragione che il dialogo per l’unità è importante". Lo ha detto il procuratore caldeo presso la Santa Sede, padre Philip Najim commentando sul sito Baghdadhope una liturgia ecumenica in rito caldeo, svoltasi nel Pontificio collegio Urbano di Roma, in occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. "Così è quello tra la Chiesa caldea e la Chiesa assira d’Oriente ha affermato Najim – che deve procedere in una forma non solo teologica ma soprattutto costruttiva, per il bene delle nostre popolazioni. Proprio nell’unità risiede la nostra forza". Al rito, in lingua italiana e aramaica, erano presenti suddiaconi di varie tradizioni delle chiese orientali nei Paesi arabi e seminaristi di diverse nazionalità e tradizioni come vuole la storia del Pontificio Collegio Urbano dove si sono formati, tra gli altri, il card. Mar Emmanuel II Delly ed il suo ausiliare a Baghdad, mons. Shlemon Warduni. Nell’omelia padre Najm ha parlato di "chiesa irachena dei martiri" ricordando i tanti sacerdoti uccisi. Per questa chiesa è stato auspicato "un futuro di pace in Iraq e all’estero con tutte le confessioni cristiane e le diverse religioni".