La spiritualità è la vita dello spirito" e "gli atei non hanno meno spirito degli altri". Ne è convinto il filosofo francese André Comte-Sponville, che si definisce ateo ed ha appena dato alle stampe il volume "Lo spirito dell’ateismo. Introduzione ad una spiritualità senza Dio". Intervenuto all’incontro "Che cos’è una spiritualità senza Dio?", tenutosi ieri sera a Roma al Centre culturel Saint-Louis de France, Comte-Sponville ha spiegato che tra credenti e non credenti "in materia di morale non cambia molto". "Quando non c’é la fede rimane la fedeltà. La prima rinvia al credere, la seconda all’attaccamento ad alcuni valori" per i quali "non c’è bisogno di Dio". "E’ invece in materia di speranza che sottolinea- credere o non credere cambia tutto. Con Dio, infatti, la speranza" fa intravedere "una vita più felice dopo la morte. Con l’ateismo la vita si staglia sull’orizzonte della disperazione". In tale prospettiva, "l’obiettivo di una spiritualità senza Dio è trovare la saggezza di un’allegra disperazione", una sorta di "mistica dell’immanenza". "La sostanziale alterità fra le concezioni dell’ateo e la fede del credente – ha replicato padre Bernard Ardura, segretario del Pontificio Consiglio della cultura – si esprime anche nella loro comprensione della vita spirituale". (segue)