Nel suo intervento, Napolitano richiama la necessità di "equilibri istituzionali" e indica come "la via concretamente perseguibile" passi da un "riequilibrio entro la forma di governo parlamentare". Una puntualizzazione che Olivetti ritiene "essenziale", precisando che "ogni tentativo di uscire da questo quadro, per esempio invocando il semipresidenzialismo o il presidenzialismo, ci porta verso esiti rischiosi e insoddisfacenti". Infine, il docente ricorda come il presidente della Repubblica faccia appello ai "doveri", collegando questo passaggio a una frase di Aldo Moro: "Questo Paese non si salverà se alla stagione dei diritti non seguirà una stagione dei doveri". "Questo richiamo di Napolitano, a quasi trent’anni dall’omicidio di Moro, mi sembra prezioso aggiunge Olivetti perché tratta i doveri non solo in astratto, ma indica come debbano tradursi in comportamenti individuali e collettivi". Un’esortazione che riguarda non solo i parlamentari presenti, ma è rivolta "all’intero Paese e alla sua cultura". "Si tratta di un richiamo profondo a ciascun cittadino rispetto a un’etica dei doveri: doveri di solidarietà politica, economica e sociale, doveri di fedeltà alla Repubblica in senso profondo, non retorico. Se non si recupera quest’etica conclude la convivenza civile è destinata a sgretolarsi".