"Quando un giovane immigrato muore così tragicamente ad essere colpita non è solo la nostra coscienza sensibile al valore della vita umana e dei diritti della persona ma l’intelligenza che dovrebbe trovare le condizioni perché queste tragedie non avvengano più". Lo afferma al Sir p. Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio per la Pastorale degli immigrati della Fondazione Migrantes, commentando la tragica morte di un ragazzo di 14 anni trovato oggi appeso ad un camion nei pressi di Forlì. Il ragazzo, di origine afgane, era partito dalla Grecia ed era sbarcato ad Ancona. "Evidentemente aggiunge Gnesotto la distribuzione di aiuti umanitari che in questi giorni sono avvenuti con aerolanci in alcuni distretti afgani sono soluzioni tampone con non devono lasciarci la coscienza tranquilla". "Di fronte alla morte di un ragazzo che si è esposto ad un rischio di morte aggiunge Francesco Marsico, vice direttore della Caritas Italiana perché proveniente chissà da quali storie di disagio e di povertà, dovremmo tutti metterci con un minimo di compassione di fronte a queste storie che evocano scenari di disperazione". "Prima di dire quali sono le forme per prevenire simili tragedie aggiunge Marsico – dovremmo chiederci da quali situazioni arrivano questi immigrati per cercare strategie più praticabili per mettere fine a fenomeni di immigrazione incontrollata".