Davanti alla "fragilità psicologica" dei giovani, ha sottolineato il porporato richiamandosi sempre a parole del Papa, "serve un’educazione vera che ha bisogno di risvegliare il coraggio delle decisioni definitive come il matrimonio cristiano, il sacerdozio e la vita consacrata". Il punto cruciale per la pastorale giovanile è "la bellezza. Essere cristiani è bello". Un tema che ritorna spesso nel magistero di Benedetto XVI. "Oggi ha dichiarato Rylko il cristianesimo viene considerato un cumulo di divieti che mortifica la libertà e il desiderio di felicità. Ma è vero il contrario, è un affascinante programma di vita del tutto positivo per il quale vale la pena impegnarsi. La sfida decisiva della pastorale giovanile è svelare ai giovani il volto luminoso di Cristo e convincerli che essere cristiani è bello e giusto". "Non stiamo parlando di un compito facile ha concluso il cardinale rivolgendosi ai 600 delegati presenti vivete tesi tra gioie pastorali, quando i giovani rispondono con generosità e slanci di fede, e tristezza quando vedete la loro indifferenza. Ma chi è chiamato a portare avanti la pastorale giovanile ha bisogno di maturare una personalità cristiana solida e deve essere animato da una gioia ben radicata. Gli educatori siano uomini e donne di speranza, una speranza contagiosa per i giovani".