Si è aperto con l’invito alla continuità con il cammino dell’"ascolto" fatto nel primo anno di Agorà, il X Convegno nazionale della pastorale giovanile "E si prese cura di lui" a Salsomaggiore, cominciato ieri e che si concluderà domenica 27 gennaio. Nella sua relazione, o meglio nel suo "memorandum" del percorso fatto fino ad oggi, suor Manuela Robazza, vice-presidente della Forum oratori italiani (Foi), ha sottolineato come il secondo anno del cammino triennale dell’Agorà, dedicato all’ "annuncio", non può prescindere dall’ascolto, che è, anzi deve essere, un "atteggiamento" necessario e irrinunciabile per chiunque voglia fare pastorale giovanile. Ma ascolto di chi? "Di tutti i giovani ha affermato suor Robazza di quelli più lontani dai nostri ambienti e di quelli più vicini: dobbiamo avere il coraggio di sporcarci le mani, di andare là dove sono i ragazzi, cercando di amare o di capire quello che loro amano". Se l’obiettivo della pastorale giovanile è creare le condizioni perché i giovani incontrino Gesù, questo è possibile, ha sostenuto la religiosa, solo "nel momento in cui avviene la relazione" e "si entra in sintonia con i giovani che hanno bisogno di un linguaggio alla loro portata".