” “"Il nostro desiderio di unità non dovrebbe limitarsi ad occasioni sporadiche, ma divenire parte integrante di tutta la nostra vita di preghiera". Ne è convinto il Papa, che si è chiesto: "Che cosa diventerebbe il movimento ecumenico senza la preghiera personale o comune, affinché "tutti siano una cosa sola, come tu, Padre, sei in me ed io in te" (Gv 17,21)? Dove trovare lo "slancio supplementare" di fede, di carità e di speranza di cui ha oggi un particolare bisogno la nostra ricerca dell’unità?". "Sono stati uomini e donne formati nella Parola di Dio e nella preghiera gli artigiani della riconciliazione e dell’unità in ogni fase della storia", ha ricordato il Santo Padre, secondo il quale "è il cammino della preghiera che ha aperto la strada al movimento ecumenico, così come lo conosciamo oggi", e che a partire dalla metà del XVIII secolo ha visto emergere "vari movimenti di rinnovamento spirituale" a servizio della preghiera per la promozione dell’unità dei cristiani, ed il sostegno di molti papi, come Leone XIII. "Questi sforzi, compiuti secondo le possibilità della Chiesa del tempo – ha spiegato il Papa – intendevano attuare la preghiera pronunciata da Gesù stesso nel Cenacolo ‘perché tutti siano una cosa sola’. Non esiste pertanto un ecumenismo genuino che non affondi le sue radici nella preghiera". (segue)” “