ALBANIA: AGIMI (ASSOCIAZIONE CULTURALE), LA MEMORIA DEI MARTIRI DURANTE LA DITTATURA

"La memoria dei martiri può essere fertile per l’edificazione di una coscienza religiosa ecumenica e in dialogo con le altre fedi, per un nuovo modello culturale e di coabitazione anche tra persone di fede diverse. È la testimonianza in Albania, nel tempo della dittatura di Enver Hoxa, di cattolici, ortodossi e musulmani che insieme sono stati torturati nelle carceri albanesi e insieme hanno dato la vita per non rinnegare la fede". È quanto ha sottolineato don Giuseppe Colavero, direttore responsabile dell’Associazione culturale italo-albanese Agimi, intervenendo ieri presso l’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata (Roma) alla presentazione del libro "Due fratelli martiri" di Rregjina Lulashi (suora basiliana). A proposito dell’importanza di ricordare, don Colavero ha denunciato anche il dramma del "martirio delle chiese e delle biblioteche dei monasteri albanesi" i cui libri e documenti furono ridotti in carta da macero destinata al consumo jugoslavo, nell’illusione di creare una ‘nuova’ cultura albanese, ma producendo un vuoto culturale di secoli. "Ci vuole un impegno della Chiesa e delle associazioni – ha detto il responsabile dell’Agimi concludendo – perché si possa riscrivere la cultura di questo paese".