"In Europa oltre un milione di persone disabili vive ancora in una struttura ospedaliera. La qualità della vita tra una struttura e l’altra è molto differente e la dignità dei residenti non è sempre assicurata". Vladimir Spidla, commissario Ue agli affari sociali, ha presentato oggi a Bruxelles uno studio dedicato alle condizioni di ricovero degli handicappati nei 27 Stati membri. La ricerca, realizzata dal Centre Tizard dell’università di Kent e dalla London School of Economics, mostra che "la realtà è lontana da standard di qualità accettabili". Spidla si è detto "persuaso che questo studio, sostenuto da sostanziali argomenti scientifici, aiuterà gli Stati membri e le parti in causa a trasformare i servizi ospedalieri alle persone disabili in servizi sociali di qualità in seno alla società". Il documento suggerisce un "maggior ricorso a servizi di prossimità", anche domiciliari, che "offrano cure e standard di vita migliori senza per questo essere necessariamente più costosi". I ricercatori dei due atenei hanno inoltre riscontrato in taluni paesi "evidenti violazioni dei diritti fondamentali generalmente riconosciuti".