DIVORZI GAY: DALLA TORRE, I RISCHI DI UN "DIRITTO DEI DESIDERI"

"Il matrimonio ha una sua unicità e tipicità che non può essere piegata dal legislatore fino al punto di cedere ad un una sorta di ‘diritto dei desideri’ che rischia di girare a vuoto, perché non risolve i problemi concreti". Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa, commenta in questi termini al SIR l’esplosione dei divorzi tra gay in Usa, che oltreoceano si sta rivelando un vero e proprio "rompicapo" giuridico, con avvocati alle prese con la questioni delicate come l’affidamento dei figli, gli alimenti o problemi fiscali e sanitari tipici dei casi di separazione. "Le leggi, anche in altri settori, sono calibrate sulla famiglia – spiega il giurista – e le difficoltà che nascono in caso di una unione omosessuale non possono essere ottimisticamente superate solo con riforme legislative a cascata, perché nascono dal fatto che la famiglia, il matrimonio di per sé sono un ‘unicum’, cioè una formazione sociale del tutto tipica, a cui il legislatore può arrivare ad adeguarsi sono fino ad un certo punto". L’attribuzione dei figli, ad esempio, nel contesto di una coppia gay per Dalla Torre "è un problema irrisolvibile". L’"unicità" e la "tipicità" della famiglia fondata sul matrimonio in Italia hanno "radici costituzionali, ma la famiglia ha ance una struttura naturale che non è modificabile dal diritto positivo. E’ impossibile, da parte del legislatore, rincorrere i volubili desideri della gente".