Un appello a "negoziare in buona fede per giungere a una soluzione politica non-violenta riguardo alla disputa post elettorale" è stato fatto dal pastore metodista Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec/Kek), di nazionalità keniana, a proposito delle violenze scoppiate in Kenya all’indomani delle elezioni presidenziali. Kobia auspica l’avvio in tempi rapidi "di un’inchiesta indipendente monitorata da osservatori internazionali". "E’ inaccettabile la perversione violenta della vita pubblica in Kenya”, afferma il segretario della Cec, facendo appello ai leader dei due schieramenti politici contrapposti: "L’interesse della nazione, e quello delle regioni circostanti, va messo al di sopra di qualsiasi altra preoccupazione”. Kobia rivolge un appello alle Chiese del suo Paese per gli aiuti umanitari e insiste sull’importanza che esse rivestono nel “garantire il rispetto per la vita umana e nella ricerca della riconciliazione. Si tratta di una questione particolarmente urgente, considerati i segnali di violenza e di odio etnicamente connotati”.